Crescere in coppia: 10 regole di buonsenso per la coppia emotivamente intelligente

Comunicare col partner a volte può risultare particolarmente difficile. Cimentarsi con un rapporto stabile e duraturo, puntare alla crescita della coppia, progettare un futuro a due, sfuggire alla trappola della routine, mantenere viva la fiamma della passione non è un gioco da ragazzi ma nemmeno totalmente fuori dalla nostra portata. Conoscere il modo in cui funzioniamo come individui singoli e le dinamiche di coppia, acquisire le abilità necessarie a gestire i conflitti, imparare a comunicare meglio a parole e attraverso i gesti e condire il tutto con un po’ di sano buonsenso può fare la differenza fra un rapporto che funziona e uno destinato a naufragare. Cerchiamo di capire come.

Abbiamo già visto altrove cosa si intende per intelligenza emotiva e come incrementare questa abilità possa avere ripercussioni positive nella vita quotidiana.

Tra gli altri benefici, abbiamo visto come un’intelligenza emotiva ben sviluppata faciliti la comunicazione con l’altro, aiuti a mettersi nei suoi panni e a comprendere ciò che prova e abbia un ruolo fondamentale nel farci riconoscere i nostri sentimenti e nella loro regolazione. Appare chiaro come tutto ciò sia funzionale alla gestione dei rapporti in generale e in quello di coppia in particolare.

Certamente non si può affermare che essere emotivamente intelligenti sia sufficiente per la buona riuscita di una relazione amorosa. Ci sono altri presupposti fondamentali e imprescindibili senza i quali avere una spiccata intelligenza emotiva non può essere di alcun aiuto per far funzionare una coppia. Tuttavia non di rado succede alle coppie di trovarsi in difficoltà non perché manchino l’amore e l’attrazione reciproca o perché non ci sia un progetto comune o manchino valori da condividere, ma perché a volte capita di non dare il giusto spazio alla conoscenza profonda dell’altro. Capita di dare per scontato che l’altro ragioni come noi, provi quello che proviamo noi nello stesso modo in cui lo proviamo noi, abbia i nostri stessi bisogni. Capita anche che la routine o i problemi quotidiani (dal lavoro alle bollette da pagare, dalla gestione dei figli alle pulizie domestiche, dal rapporto con le famiglie d’origine alle grane di condominio) influiscano sulla nostra disponibilità a “sintonizzarci” sull’altro e quindi ad ascoltarlo ma anche a comunicare apertamente finendo per chiuderci nel nostro guscio, salvo poi accusare il partner di non essere in grado di capirci.

I suggerimenti che seguono sono semplici “regole di buon senso”, per dirla con le parole di Angelo Battista, sociologo del lavoro, docente di “empowerment organizzativo” e autore del libro “Vocabolario dell’intelligenza emotiva ed altro…” da cui è tratto il decalogo. Regole che possono aiutarci a inquadrare noi stessi e il nostro partner nella relazione che stiamo vivendo. Ciò che stiamo dando e ciò che stiamo ricevendo. I nostri punti di forza e gli spazi di miglioramento.

Leggi il decalogo


Il decalogo di Angelo Battista

1. Fare spazio all’amore: trovare sempre nell’arco della giornata il tempo e il modo per dire al proprio partner “ti amo”. Qualsiasi modo va bene: può bastare un fiore, una carezza, un pensiero gentile, una telefonata, un sms, una sorpresa o piccole attenzioni per far capire alla persona che si ama quanto è importante.

2. Essere coerenti: l’amore va dimostrato e non solo dichiarato a parole. Comportarsi in maniera coerente è una strategia “salva rapporto” infallibile, se si vogliono evitare vistose contraddizioni tra quello che viene detto e ciò che viene comunicato con i fatti e le azioni quotidiane.

3. Comunicare in maniera aperta e leale: in situazioni di divergenza di opinioni o di contrasto è importante confrontarsi serenamente e ascoltare con calma anche le ragioni e i punti di vista dell’altro (empatia). Senza alcun pregiudizio e soprattutto con la piena consapevolezza che l’eventuale vittoria dell’uno sull’altro equivale in realtà alla sconfitta di entrambi. Inoltre, tener presente che i conflitti affrontati con buon senso e con l’approccio giusto possono rappresentare un momento di riflessione, di confronto, di crescita e di evoluzione della coppia. Ma, se mal gestiti o repressi, possono trasformarsi in una trappola mortale per il rapporto, che verrebbe sabotato da violenti scontri, diretti solo ad annientare psicologicamente l’altro.

4. Riconoscere i propri errori: non è da tutti riuscire a farlo perché riconoscere di aver sbagliato richiede umiltà, maturità, coraggio e soprattutto intelligenza sociale ed emotiva. Un comportamento socialmente adeguato ed emotivamente intelligente prevede una strategia infallibile in tre punti:

  •  riconoscere i propri errori senza mezzi termini;
  • scusarsi sinceramente per l’accaduto;
  • impegnarsi a non ripetere l’errore commesso, e rimediare con ogni modo o mezzo possibile.

Le coppie che fanno proprio questo fondamentale principio di comunicazione interpersonale, hanno vita lunga e danno smalto al rapporto, insieme alla certezza di una maggiore intimità.

5. Imparare a perdonare: l’amore è anche capacità di perdonare e chi non sa perdonare non può dire di saper amare! Ci sono situazioni in cui il perdono, di per sé difficile da concedere, rappresenta l’unica via d’uscita, a volte da pagare a caro prezzo, ma è un investimento pur sempre conveniente se si tratta di vero amore. L’alternativa è quella di non cedere per orgoglio con il rischio di ritrovarsi soli con se stessi a “leccarsi” le proprie ferite narcisistiche.

6. Rinunciare alla perfezione: convincersi che nessuno è perfetto serve ad evitare inutili tensioni, ansia da prestazione e stress nella coppia. Se non si accettano i limiti del partner (insieme ai propri), o non si tollerano i suoi difetti o le sue imperfezioni, probabilmente non lo si ama abbastanza, o forse (peggio ancora) si ha una visione infantile e anacronistica dell’amore.

7. Far prevalere il “senso del noi”: la coppia è composta da due persone con bisogni, motivazioni, obiettivi, aspettative e desideri diversi, ma fino a quando in essa prevalgono interessi personali o forme di egoismo, non si va molto lontano sul cammino della crescita emotiva, dell’amore e della felicità. Questo traguardo invece è possibile se i partner sono entrambi capaci di creare da subito il “senso del noi”, che è un sentimento profondo, basato sulla condivisione di tutto ciò che crea e rinforza nel tempo un legame affettivo. Ma come si costruisce il senso del noi? Innanzitutto con quella complicità, tipica delle coppie molto unite, fatta di piccole cose, di rituali piacevoli e di momenti di intimità emotivamente coinvolgenti, che scandiscono e rafforzano il rapporto di coppia. Fare progetti insieme e impegnarsi a realizzarli, viaggiare, condividere i piaceri della buona tavola, passeggiare tenendosi per mano, giocare, far l’amore, incontrare amici. “Senso del noi” significa anche affrontare uniti le situazioni dolorose, le inevitabili difficoltà della vita e le decisioni riguardanti il lavoro, la carriera, la salute, l’educazione e il futuro dei figli, la casa. E a proposito di casa, un bell’esempio del “senso del noi” potrebbe essere quello di due innamorati che pian piano e passo dopo passo realizzano un loro sogno: quello di abitare insieme nella “casa del mare e dei fiori”. Ovviamente non si può dimenticare l’importanza di avere un linguaggio comune che faccia da sfondo al rapporto di coppia, caratterizzandone in modo esclusivo le fasi evolutive. Il “senso del noi” è in sintesi un potente collante e allo stesso tempo un efficace antidoto allo stress relazionale. Che comporta un “affidarsi reciproco” in una dimensione affettiva, psicologica ed emotiva che unisce e gratifica; nella quale ognuno si sente protetto da un rassicurante “noi”, capace di rinsaldare il rapporto e rafforzare progressivamente la fiducia reciproca.

8. Alimentare la passione: significa desiderare l’altro e sentirsi fisicamente ed emotivamente attratti, ma allo stesso tempo rendersi a propria volta desiderabili e attraenti agli occhi del proprio partner senza tuttavia snaturarsi. Insieme all’intimità e all’impegno, la passione è un elemento fondamentale nel rapporto di coppia, non facile da gestire. E la difficoltà consiste nel fatto che la passione viene generalmente associata alla bellezza e all’attrazione fisica e meno ad elementi più intangibili come il “fascino”, che è invece una qualità distintiva che una bella persona può avere indipendentemente dalla sua età anagrafica. La chiave per alimentare la “fiamma” della passione risiede nella capacità della coppia di evolvere e di rinnovarsi, per riuscire ad essere sempre all’altezza delle aspettative del partner.

9. Creare intimità nella coppia: la stabilità di una coppia è direttamente proporzionale al suo grado di intimità. Che è uno straordinario collante ancora più forte della passione, ma che per funzionare ha bisogno di essere continuamente alimentato attraverso una fiducia reciproca totale, profonda e incondizionata. Solo su queste basi è possibile rivelarsi completamente all’altro, svelare i propri segreti, mettere a nudo le proprie debolezze o paure senza il timore di apparire fragili, vulnerabili o di essere giudicati negativamente per le proprie “zone erronee”. Una profonda intimità richiede tuttavia coraggio ed onestà per affermare la propria vera identità, con la consapevolezza che essa non è mai un punto di partenza, ma di arrivo, un traguardo che si conquista giorno dopo giorno e a piccoli passi.

10. Impegnarsi verso l’altro: è uno degli aspetti più critici del rapporto di coppia. Infatti, l’impegno implica da un lato l’assunzione di responsabilità nei confronti del partner, dall’altro il desiderio di non deludere, mantenendo in qualsiasi situazione un comportamento corretto, responsabile e adeguato. Che garantisca condizioni di equilibrio emotivo, di scambio e stabilità. L’impegno deve comprendere tutte le dimensioni del rapporto: relazionale, psicologica, affettiva e professionale, che sono tra loro interdipendenti. Dal punto di vista relazionale, impegno vuol dire innanzitutto fedeltà, lealtà, sincerità e rispetto per l’altro coniugato a 360°. Nella dimensione psicologica l’impegno assume il significato di fiducia e di sostegno fornito al partner per affiancarlo nel suo percorso di crescita personale, ed essere presenti nei momenti di bisogno. In ambito affettivo l’impegno vuol dire amore, declinato in tutte le sue molteplici espressioni, compresa quella sessuale. Dove si esprime con la capacità di comprendere e soddisfare (nei limiti del possibile) esigenze e desideri del partner. Infine, dal punto di vista professionale, l’impegno verso il partner che lavora si dimostra concretamente con la disponibilità ad ascoltarlo e a condividere i suoi successi, i problemi, le delusioni e le eventuali sconfitte. Ma si dimostra anche nel cercare insieme occasioni e opportunità che lo aiutino ad affermarsi, magari attraverso una più efficace strategia di valorizzazione delle sue risorse e qualità personali, che gli consenta di sentirsi auto­realizzato.

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Dott.ssa Laura Caminiti

HR Consultant, specialista in selezione e formazione delle Risorse Umane Socia fondatrice, amministratrice e responsabile di PsicologiaOK EMAIL: caminiti.laura@gmail.com Sono una persona socievole e dinamica, aperta alle novità e al cambiamento. Da bambina ho sognato di fare il prestigiatore, il meccanico, lo scienziato, l’artista, il veterinario...poi a un certo punto mi sono accorta che mi piaceva osservare le persone. Così ho scelto la Psicologia e, poco più avanti nel percorso, ho conosciuto e mi sono innamorata della Psicologia del Lavoro e di tutto ciò che ruota intorno al settore delle Risorse Umane. Oggi sono una Psicologa del Lavoro e delle Organizzazioni iscritta all'Albo degli Psicologi della Regione Lazio (n° 18846). Specialista in valutazione, selezione e sviluppo delle Risorse Umane. Sono appassionata di nuovi media e coltivo questo interesse attraverso la redazione e diffusione di articoli di psicologia sul web. Sono una persona che ama darsi da fare, appassionata studiosa delle dinamiche umane, che ha fatto della valorizzazione delle Risorse Umane e della diffusione della cultura in ambito HR la sua missione. Ho avuto modo di confrontarmi anche con il mondo della ricerca e dell'elaborazione dei dati collaborando con importanti case editrici per progetti di adattamento e sperimentazione di test per l’assessment psicologico. In passato ho accumulato una buona esperienza nei servizi educativi e di comunità, principalmente rivolti all'infanzia ma anche alle famiglie in situazione di disagio sociale. La mia frase preferita: “Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde” (Alessandro Baricco)

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